lunedì 1 aprile 2019

Giornata archeologica e naturalistica sul Castello di Seluci

Giornata archeologica e passeggiata in mezzo alla natura sulle rovine del castello di Seluci. Incontro finalizzato alla conoscenza storica, culturale e anche naturale del patrimonio locale. All'incontro hanno partecipato alcune delle associazioni del territorio tra cui Legambiente Lauria e Gli amici del Castello, esperti del settore archeologico, culturale e turistico e amanti del trekking.








martedì 26 marzo 2019

GIORNATA FAI DI PRIMAVERA

Sabato 23 marzo 2019: GIORNATA FAI DI PRIMAVERA.
Anche Legambiente Lauria, insieme ad altre associazioni del territorio ed in particolar modo l'associazione Amici del Castello Ruggero, ha partecipato alla Giornata Nazionale del FAI, Fondo Ambiente Italiano, per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e storico della nostra città.

                                                                           

     http://www.ecodibasilicata.it/2019/giornata-del-fai-a-lauria/




mercoledì 6 febbraio 2019

Il riciclo perfetto: energia rinnovabile e CO2 pura dai rifiuti organici


Roma, 5 febbraio 2019 - Grazie a un progetto italiano da oggi è possibile ottenere dai rifiuti organici in un unico processo metano come fonte di energia rinnovabile e CO2 in forma pura per uso industriale ed alimentare. A dimostrarlo è un team di ricercatori dell’Istituto per la tecnologia delle membrane del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Itm) di Rende (Cs), in collaborazione con l’azienda Tecno Project Industriale S.r.l, che ha descritto il metodo sulla rivista Energy & Environmental Science.

“Ridurre i gas serra in atmosfera è una delle sfide più importanti nella lotta contro il riscaldamento globale”, spiega John Jansen, responsabile del gruppo di ricerca sulle membrane polimeriche per la separazione di gas del Cnr-Itm. “Le possibilità per realizzare questo obiettivo sono fondamentalmente due: l’utilizzo di energia rinnovabile per sostituire quella prodotta con i combustibili fossili, e il recupero e successivo stoccaggio o riutilizzo della CO2, il principale gas serra prodotto dalle attività umane. Finora non era mai stato realizzato contemporaneamente in un unico processo, obiettivo invece raggiunto con la collaborazione tra Cnr e Tecno Project Industriale. Nel processo, rifiuti organici vengono convertiti in biogas come fonte di energia rinnovabile. Allo stesso tempo, membrane – una sorta di filtri estremamente fini – separano e purificano l’anidride carbonica per successivo utilizzo”.

L’innovativa metodologia è stata applicata a livello industriale presso la Montello S.p.a., nell’omonimo comune in provincia di Bergamo, dove la frazione organica dei rifiuti solidi urbani della Lombardia viene trasformata in biogas. “Il biogas, normalmente usato come combustibile per riscaldamento o per produrre energia elettrica, contiene principalmente metano e circa il 35% di CO2. La novità del nostro impianto, 


il primo in Europa anche per le sue dimensioni, è che la CO2 contenuta in questo biogas, invece di essere rilasciata in atmosfera, viene interamente recuperata ad un elevato livello di purezza tale da poter essere utilizzata anche nell’industria alimentare”, prosegue Jansen. “Viene impiegata ad esempio per la produzione di acqua frizzante e di bevande gassate o per il surgelamento o l’imballaggio di alimenti in atmosfera controllata, riducendo così l’uso di conservanti. L’applicazione di questa tecnologia potrebbe fornire un notevole contributo nella lotta contro i cambiamenti climatici e per un’economia più sostenibile”.

La collaborazione con Tecno Project Industriale parte nel 2009 con un progetto finanziato dalla Commissione europea, il cui obiettivo iniziale era solo la rimozione dell’anidride carbonica per rendere il biogas un combustibile migliore. Un successivo progetto Pon (Programma operativo nazionale) ha portato alla costruzione di un impianto pilota, fino alla realizzazione dell’impianto industriale oggetto dello studio.

“Nell’impianto di Montello dove è stata eseguita la sperimentazione vengono prodotti circa 3000 metri cubi di metano all’ora, sufficienti per il fabbisogno di oltre 20 mila famiglie. Simultaneamente, le 7000 tonnellate di CO2 prodotte ogni anno, vengono ora recuperate assumendo un importante valore commerciale”, dice Elisa Esposito, del gruppo di ricerca del Cnr-Itm e principale autore dello studio. “Il ruolo svolto dal Cnr è stato lo studio di tutti i parametri di purezza del biogas grezzo, del biometano prodotto e dalla CO2 purificata. Un vantaggio di questa tecnologia è che può essere applicata a tutti i rifiuti organici, non solo domestici ma anche provenienti da agricoltura, allevamenti e industria alimentare, per produrre ancora più energia rinnovabile e ridurre ulteriormente l’emissione di gas serra”.


lunedì 4 febbraio 2019

COMMISSARIAMENTO PARCO NAZIONALE APPENNINO LUCANO




"Ricondurre a regolarità l’attività di programmazione e gestionale dell’ente e superare le numerose illegittimità che sono state riscontrate nell’ambito di una verifica ispettiva dell’Ispettorato generale di finanza del ministero dell'economia e delle finanze". 
Sono le motivazioni con le qual il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha nominato il generale dei Carabinieri Alfonso Di Palma commissario del Parco dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese.

Commissariamento avvenuto anche grazie al continuo lavoro di Legambiente:
come è noto infatti, Legambiente ha chiesto con forza per quasi un anno questo epilogo, esponendosi apertamente contro il sistema di potere che si era impadronito dell’Ente Parco imponendo ad esso una gestione largamente improntata all’illegittimità e incurante degli interessi del territorio. 


'Exit strategy' per la Basilicata: 'opzione zero' per la produzione di petrolio



Le vicende petrolifere in Basilicata, sia quelle che riguardano la Val d'Agri ma anche quelle prossime future della Valle del Sauro, sembrano trovarsi, in questi ultimi mesi, più che mai in mezzo a un guado, tra sospensioni reali e "sospensioni del pensiero", in cui ad ogni doveroso blocco da parte del governo regionale di attività legate alle estrazioni in seguito ad incidenti, rilevamenti anomali o altro, corrisponde una progressiva stratificazione di dubbi come se il decisore politico fosse in attesa di qualcuno o qualcosa capace di togliere le castagne dal fuoco ed evitare un imbarazzo crescente.
Questo dicono gli avvenimenti degli ultimi mesi, dallo sversamento di 400 tonnellate di greggio (secondo i dati ENI) dal serbatoio D del Cova, ai risultati della Commissione VIS sull’associazione di rischio tra estrazioni e patologie cardiorespiratorie in val d'Agri, al ritrovamento di ammine nelle acque di strato del pozzo di reiniezione Costa Molina 2.
Tutti fatti gravi e rilevanti per il loro potenziale impatto sulla salute e l'ambiente, rispetto ai quali risulta necessario e prioritario verificare e interpretare i dati, monitorare e controllare, ma che pongono interrogativi che vanno oltre il lungo inseguimento di una compatibilità tra il petrolio e la Basilicata, mai dimostrata e probabilmente irraggiungibile.
E' giunto davvero il momento di chiedersi laicamente se ne vale davvero la pena. Forse se lo sta chiedendo anche il governo regionale se il presidente Pittella qualche giorno fa si è spinto a dichiarare che "se le condizioni di sostenibilità ci diranno che non possiamo sfruttare più la risorsa petrolifera, allora ci rinunceremo senza pensare al bilancio".
Dunque si tratta di stabilire quali siano queste "condizioni di sostenibilità" tenendo presente che già ora i danni di immagine sono gravi e conclamati e che la filiera petrolifera si è dimostrata in questi venti anni un freno per lo sviluppo del territorio oltre che a forte rischio illegalità come dimostrano le numerose indagini giudiziarie di questi anni.
Questo già basterebbe per dichiarare il fallimento dell'esperienza petrolifera in Basilicata, tuttavia a questo quadro già fosco si aggiungono i rischi, ormai non più solo percepiti come incombenti, per la salute e le risorse naturali. Già oggi quindi fatichiamo a riconoscere quelle "condizioni di sostenibilità" anche perché dubitiamo che Eni voglia (o possa) mettere in campo garanzie tecnologiche credibili, tanto più che la Compagnia petrolifera più che discutere dell'adozione delle migliori tecnologie disponibili sembra piuttosto propensa a mettere sul piatto un eventuale aumento delle royalties! In cambio di cosa? E' lecito qualche sospetto.
In questo quadro diventa allora ipotizzabile l'opzione zero in relazione al proseguimento dello sfruttamento petrolifero in Val d'Agri. Gli ultimi avvenimenti e le conseguenti prese di posizione a livello istituzionale portano a pensare che sia caduto l'ultimo tabù, che l'"oltre petrolio" possa cominciare da subito. Serve allora una "exit strategy", l'indicazione delle modalità con cui si possa realisticamente rinunciare al petrolio considerando che la regione Basilicata in questi anni si è completamente “seduta” sullo sfruttamento del suo sottosuolo utilizzando il bancomat delle compagnie petrolifere alla bisogna.
Pertanto, a nostro parere, la sfida, la "strategia d'uscita", dovrebbe consistere nell'avvio immediato di un grande processo di riconversione produttiva verso comparti moderni e sostenibili "oltre" il petrolio, recuperando nel contempo una percezione diffusa a livello locale delle reali potenzialità del territorio.
Ripartire quindi dalle caratteristiche peculiari, dall’esistente nei luoghi, dalla loro messa a valore, dalla loro messa in sicurezza e manutenzione, dal loro potenziale di fruibilità, coniugando territori e risorse umane, utilizzando in modo organico e coerente le risorse finanziarie per questi obbiettivi concepite, garantendo nel contempo la qualità del territorio in termini assoluti  (qualità ambientale e agroalimentare, servizi diffusi e di prossimità, reti di comunicazione, mobilità, ricerca e innovazione intesa come nuovo servizio capace di garantire un  progresso sociale e culturale).
Il rafforzamento di un legame virtuoso tra ruralità, modernità e qualità è la sintesi strategica cruciale per lo sviluppo di modello di crescita rurale coerentemente sostenibile. Le nostre comunità rurali sono fragili ed isolate, ma ancora unici contenitori di valori e stili di vita competitivi ed attuali, abitate da “residenti minori”, dove inesauribilmente diminuiscono i numeri e le opportunità, in luoghi, però, dove è possibile sperimentare nuovi percorsi, nuove attività e nuove regole dello stare insieme.
La Basilicata invece di provare ad essere polo energetico del passato, destinato ad estinguersi, dovrebbe perseguire con forza e competenza la naturale vocazione agricola e rurale, con una prospettiva di sviluppo ‘contemporanea’, coerente e sostenibile (non solo in termini ambientali): riagganciare la modernità, che finalmente parla di agricoltura, di sostenibilità ambientale e di qualità della vita, invece di assecondare dinamiche ed interessi che continuano a considerare lo sfruttamento delle risorse, piuttosto che la loro messa a valore, come premessa di non meglio definiti processi di sviluppo.
Tutto questo si può fare. Bisogna immaginare però una grande iniziativa economica e culturale, basata su un rinnovato senso civico, nuove idee e progetti, fiducia nella forza endogena delle comunità. Immaginare e realizzare un grande programma regionale di coesione economica e sociale, dunque, che orienti, finalizzi e vincoli le risorse finanziarie verso progetti che mettano al centro il territorio come bene comune da difendere e custodire.


http://www.legambientebasilicata.it/petrolio/215-exit-strategy-per-la-basilicata-opzione-zero-per-la-produzione-di-petrolio?fbclid=IwAR2DUw9HE_bQhFGIz0ihSD-Wybf2k5LvIb_HreUbFkOmL7peWEGt6Qn4EJA

INCONTRO LICEO SCIENTIFICO

Sabato 2 febbraio 2019, durante la cogestione organizzata dai ragazzi del Liceo Scientifico di Lagonegro, interessante incontro sulla sensibilizzazione ambientale e sull'utilizzo delle risorse del territorio lucano.






lunedì 28 gennaio 2019

TOMBOLATA 2018


Il circolo Legambiente Lauria ringrazia tutti i partecipanti per la serata del 27 dicembre 2018, nonostante il clima gelido.. Un grazie di cuore a chi ci ha permesso tutto ciò..Lucio Alberti Teresa Riccio Donato Zaccagnino @ALCA Natale a LauriaEdicola Il Gabbiano. Grazie anche a tutte le attività che ci hanno omaggiato con i loro premi. 

                                        






                                              

    





Albero Ecologico 2018


Ad un mese dal periodo natalizio, proponiamo qualche momento del montaggio dell'Albero di Natale Ecologico proposto anche lo scorso Natale, come da tradizione.





CENTRO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE per la SOSTENIBILITÀ'

Il circolo Legambiente Lauria è orgoglioso di comunicare l'accreditamento come CENTRO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE per la SOSTENIBILITÀ' dalla Direzione Generale Dipartimento Ambiente e Energia per realizzare progetti di gestione,valorizzazione del capitale naturale e culturale, innovazione e green jobs.
I centri CEAS operano secondo cinque funzioni: proposta educativa, formazione, animazione e progettazione territoriale, informazione e comunicazione, coordinamento e capacità sistemica.
Inoltre, è stato firmato il protocollo tra il Ministero dell'Ambiente e dell' Istruzione per poter portare l'educazione ambientale all'interno di tutte le scuole.



PULIAMO IL MONDO 2018


Ecco le foto scattate durante Puliamo il mondo 2018. Grazie ai dirigenti e alle maestre della scuola primaria di Cogliandrino. Un ringraziamento speciale ai bambini che dimostrano ogni giorno il loro amore per la vita e la natura.













mercoledì 22 agosto 2018

Ecco il Link al Cortometraggio intitolato "I dieci Comandambienti" realizzato dai ragazzi di Altrernanza Scuola-Lavoro